Storia

Storia

Storia

Le origini del complesso sono parzialmente avvolte dal fascino del mistero. La datazione di origine è considerata genericamente settecentesca. Giuseppe Venturini è più preciso e la data 1743 su commissione del patrizio Alvise Condulmer; altre fonti datano la sua costruzione al 1600.  Una misteriosa tradizione inoltre asserisce che la villa fu costruita demolendo un antico convento e si ipotizza che la lunga barchessa ortogonale alla casa domenicale ne sia in realtà un resto.

Poco dopo la fine della repubblica Serenissima, i Condulmer si estinsero e i beni andarono in eredità ai Grassi, proprietari del noto Palazzo omonimo di Venezia. Nella prima metà dell’Ottocento  Angelo Grassi, ultimo della sua casata, la lasciò a Giovanni Battista Tornielli, rampollo di una famiglia amica. In questo periodo la villa ospitò Giuseppe Verdi, al quale il Tornielli aveva offerto alcuni giorni di riposo dopo la criticata “prima” della Traviata. L’edificio fu poi ereditato dai Bonaventura e quindi ceduto ai Monti.

Gli interni conservano pregevoli stucchi e, nel salone d’ingresso al pianterreno, si trovano quattro affreschi di tema bucolico realizzati da Eugenio Moretti Larese). La pavimentazione è in terrazzo alla veneziana.

Dalla barchessa orientale (alla cui estremità sorge un piccolo oratorio) è possibile accedere al parco retrostante, opera dell’architetto Sebatoni.