Storia

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Villa Condulmer, ubicata nella campagna trevigiana attigua a Venezia, è una Villa Veneta la cui datazione esatta rimane incerta. Secondo il Mazzotti le origini sono seicentesche; secondo il Venturini fu invece eretta nel 1743 su commissione del patrizio veneziano Alvise Condulmer. Fonti autorevoli asseriscono che la Villa fu costruita sulle rovine di un antico monastero, attribuito al XVI secolo, e le cui vestigia sono da riferirsi alla barchessa ortogonale la casa domenicale.

Nei secoli la villa subì svariati passaggi di proprietà, tutti legati all’assenza di discendenti della dinastia che possedeva la Villa. Dai Condulmer, infatti, la Villa passò alla nobile famiglia dei Grassi, in seguito al conte Giovan Battista Tornielli, e quindi alla famiglia dei Bonaventura, che tuttora ne è proprietaria insieme alla famiglia Monti.

L’edificio, vincolato sin dal 1930, è oggi sede di un albergo. Fu proprio la famiglia Monti che, nel 1959, trasformò l’antica dimora in Hotel, dandola in gestione all’allora imprenditore della ristorazione gourmet Alfredo Beltrame, proprietario della catena di ristoranti El Toulà in tutto il mondo.

Prestigioso cinque stelle dell’hinterland veneziano, l’Hotel Villa Condulmer offre, accanto ai servizi innovativi messi a disposizione della clientela, il fascino di una vera Villa Veneta del ‘700.

L’architettura e il parco

Secondo i dettami delle Ville Venete del XVIII secolo, che vede gli esempi più grandiosi di villa, committenti e ricche famiglie, è lo spazio di rappresentanza ad essere privilegiato, con l’edificio signorile preceduto dal giardino in configurazione assiale. L’accesso principale, situato sul lato orientale alla fine di un viale, è caratterizzato da un cancello in ferro battuto con pilastri in mattoni a vista e finiture in bugnato, il tutto ornato da statue.

Seguendo il viale d’entrata, dopo la statua centrale contornata da un’aiuola, i due monumentali alberi secolari rappresentati dal cedro dell’Atlante a sinistra e il cedro del Libano a destra. Le due maestose piante sono ad adornare l’entrata dell’edificio signorile, che rivolge a sud il suo fronte principale, nonostante le due facciate siano tra loro identiche.

Il piano terra è leggermente rialzato, con i quattro gradini che portano all’ingresso, oltrepassato il quale il visitatore viene accolto dal grande salone passante, fulcro dell’edificio. La pavimentazione è in terrazzo alla veneziana; pareti e soffitto sono adornati da pregevoli stucchi; simmetrici e maestosi i due antichi e rari lampadari realizzati a mano in vetro di Murano. Sempre nel salone, si possono ammirare 4 affreschi in tema bucolico, realizzati intorno alla metà dell’800 dal pittore Eugenio Moretti Larese. In particolare, il secondo a destra, ritrae l’allora proprietario della Villa, il conte Giovan Battista Tornielli, assieme all’amico Giuseppe Verdi. Il compositore su invito del conte, soggiornò nella Villa a partire dal marzo del 1853, per rilassarsi dopo la tanto criticata “prima” de La Traviata.

Nella parte centrale del salone una grande porta voltata ad arco è affiancata da una finestra per parte. Salendo le scale, tra loro simmetriche, si arriva al piano nobile, caratterizzato anch’esso da un ampio salone con pavimento in terrazzo alla veneziana, un imponente maestoso lampadario settecentesco in vetro di Murano al centro di un pregevole stemma gentilizio, una terrazza sporgente, e una notevole verticalità.

Fiore all’occhiello della Villa, il grande parco settecentesco disegnato dall’Architetto Sebatoni, dove è facile rilassarsi in tranquille passeggiate nella quiete. Numerosi gli alberi imponenti e rari, catalogati come monumentali e secolari. In particolare, ai bordi del laghetto, i rari esemplari di Cipresso delle Paludi. Di notevole interesse il piccolo padiglione che si affaccia sul lago, le statue, le rovine, i numerosi fiori e le essenze tipiche dei parchi secolari; infine la grande e bella piscina in mezzo al verde. Attigua al parco della villa, una cappella settecentesca, attualmente sconsacrata.